stemma2
stemma1

La storia

La Storia

Un cammino di fede, carità e nobiltà attraverso i secoli

Le origini dell’Ordine di Sant’Elena Imperatrice affondano nel cuore della storia cristiana. La tradizione narra che già l’Imperatore Costantino il Grande, nel IV secolo, abbia promosso un sodalizio religioso femminile affidato a sua madre Sant’Elena – celebre per aver ritrovato la reliquia della Vera Croce – con lo scopo di assistere vedove e orfani nell’Impero.

Secoli dopo, nel Medioevo e oltre, l’ideale caritativo e cavalleresco legato a Sant’Elena riaffiora in varie forme. Si giunge così al XVII secolo, epoca in cui l’Ordine prende forma istituzionale: attorno al 1614 il conte Balthasar de Rougemont in Francia, insieme al cugino italiano Giulio Spreti, fonda un ordine cavalleresco dedicato alle donne, ispirato all’ospedale e alla carità cristiana. Nasce così l’Ordine delle Dame di Rougemont, detto “dello Spedale di Sancta Elena”, approvato inizialmente dall’arcivescovo di Lione.

La prima Regola dell’Ordine – articolata in sette articoli essenziali – viene redatta dagli stessi Balthasar e Giulio Spreti, sancendo la nascita di una confraternita votata alla gloria di Dio, al servizio dei poveri e dei malati. Fin dalle origini, la presenza femminile è centrale: Santa Luisa de Marillac fu con tutta probabilità la prima Dama Gran Maestro, prima di dedicarsi alla fondazione delle Figlie della Carità con San Vincenzo de’ Paoli.

Nei decenni successivi, venute a mancare eredi femminili dirette, la guida passò ad autorevoli prelati francesi. In parallelo, la famiglia Spreti di Ravenna assunse un ruolo di tutela sull’Ordine. Fu stabilito infatti che la Luogotenenza restasse legata alla Casa Spreti, antica famiglia nobiliare italiana, garantendo continuità dinastica alla leadership.

Durante il XVIII secolo l’Ordine conobbe una nuova fioritura. Nel 1736 la nobildonna Maria Josepha de Baviera, contessa di Hohenfels (figlia dell’Imperatore Carlo VII e imparentata con gli Spreti) fu nominata Dama Gran Maestro, rafforzando il legame con la dinastia imperiale bavarese. Attraverso matrimoni ed eredità, gli Spreti conservarono il Gran Magistero come patrimonio di famiglia, garantendo così che lo spirito originario dell’Ordine non andasse perduto nonostante i cambiamenti politici.

Tra il XIX e l’inizio del XX secolo, l’Ordine operò spesso nell’ombra, adattandosi a un’epoca in cui molti ordini religiosi e cavallereschi erano osteggiati. Continuò però a svolgere silenziosamente la propria missione caritativa, in particolare in favore di orfani e vedove, spesso in collaborazione con la Chiesa.

Una svolta cruciale avvenne nel dopoguerra: l’8 dicembre 1948, in un clima di rinnovamento spirituale, il Principe e Marchese Vittorio Spreti – Capo di Nome e d’Arme della Casata – rivendicò per sé l’antico Gran Magistero e rifondò ufficialmente l’Ordine sotto una nuova denominazione: Sovrano Ordine Ospitaliero di Sant’Elena Imperatrice (O.S.H.I.). Collegando l’Ordine alla sua ascendenza nella casa imperiale bizantina Griffo-Focas, discendente dagli imperatori e quindi da Costantino, ne sancì il carattere dinastico e sovrano.

Da quel momento, il Gran Magistero è rimasto per tradizione ereditario nella famiglia Spreti. Nella seconda metà del Novecento, l’Ordine ha continuato a organizzarsi e crescere: al Principe Vittorio successe il figlio Arardo Maria Spreti (XII Gran Maestro), e poi Renato Maria Spreti (XIII Gran Maestro), fino al 2015. L’Ordine ha consolidato la sua presenza, distinguendosi come realtà cristiana ecumenica, attiva nella beneficenza e nella promozione dei valori spirituali.

Dal febbraio 2015, con il pieno accordo della dinastia, la guida è passata all’attuale Gran Maestro, S.A.I. Don Roberto Spreti Malmesi Griffo-Focas di Cefalonia (XIV Gran Maestro ereditario). Sotto la sua guida, il 18 agosto 2016 – festa di Sant’Elena – è stata promulgata una nuova Costituzione e un nuovo Regolamento. Questi documenti hanno aggiornato le regole interne per renderle più coerenti con il mondo contemporaneo, pur mantenendo intatta la natura spirituale e femminile dell’Ordine, oggi aperto anche alla collaborazione maschile.

Oggi l’Ordine custodisce gelosamente la propria storia plurisecolare, traendo da essa la legittimità dinastica e l’ispirazione ideale, e al contempo la proietta nel XXI secolo. Le tradizioni – dalla spiritualità costantiniana all’impegno cavalleresco – vivono in ogni cerimonia e attività. La memoria di Sant’Elena continua a illuminare il cammino dei membri, ispirandoli a unire Fede e Carità, Onore e Servizio al prossimo. La storia dell’Ordine è una narrazione viva di fedeltà ai valori originari e capacità di rinnovamento, che lega idealmente l’epoca di Costantino alle sfide del mondo moderno.